Era una notte buia e tempestosa

si comincia per finire…e si finisce per cominciare

domenica, marzo 19, 2006

Avrei potuto iniziare questo post una decina di volte. Almeno. Senza riuscire a finirlo. Va molto spesso così: si inizia a scrivere, all'inizio sembra un buon attacco, una buona idea, poi....poi il nulla...e le idee, i buoni incipit, restano nel cassetto. O in qualche sperduta cartella nella memoria del pc. In attesa di essere ripresi in mano, prima o poi. Cosa che , regolarmente, non accade., mentre altri incipit andranno a far loro compagnia. Avrei potuto scrivere di una serata al cinema con 3 donne (dopo essere andato al ristorante con le stesse); con una in particolare che ci tiene a vedermi, ad andare al cinema insieme....ma siamo solo amici. Avrei potuto scrivere della politica, di un dibattito televisivo che ha monopolizzato l'informazione recentemente, o parlare delle paure mediaticamente diffuse, dai polli all'Iran, passando per la periferia di Milano che si scopre vicina a Parigi. NO, voglio scrivere di un'altra cosa: degli inizi. Mi vengono in mente un po' di frasi scomposte “ogni fine nasconde un nuovo inizio” (H: Hesse), oppure, che poi + quella che uso anche nel sottotitolo del mio blog “Si comincia per finire, e si finisce per cominciare” (G: Ungaretti). Tutto questo per dire solo che spesso si inizia bene, si ha un'idea che sembra brillate, e poi finisce con l'essere lettera morta. Come mille post che volevo scrivere e non sono riuscito a terminare. Queste righe sono per loro.

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domenica, marzo 05, 2006

Quando il dito indica la luna...

Io non ballo. Davvero. Non è che non ci abbia provato. È che proprio non ci riesco. Mi piace la musica. Tanto. Ma ascoltarla. Ballarla proprio non ce la faccio. La sento entrare in me, nella testa, nella pancia...ma nelle gambe proprio non ci arriva. Al massimo può esserci il piede che batte il tempo, ma null'altro. E intorno a me teste che ondeggiano, piedi che saltano, fianchi che scivolano. No, ad essere sinceri, non intorno a me, ma davanti a me, perché il mio non-ballare mi porta a scivolare sul fondo della saletta, a mo' di tappezzeria. “O giochi o stai a guardare” scriveva un autore che a me piace molto (oddio, mi piaceva di più una volta, ma sa scrivere davvero bene). A me tocca guardare. Mentre dall'altra parte della saletta una ghironda, un violino, una fisarmonica e una chitarra riempiono la stanza di note ed emozioni. Mentre tutti intorno, pardon davanti, a me si agitano, in una complicità e un'alchimia che solo la musica sa dare. Mentre i sui occhi (demoni e meraviglie, venti e maree, due piccole onde per annegarmi) si muovono e sorridono, accompagnate dalle note, e il suo corpo ondeggia, io sto, in fondo alla sala a guardare. E, alla fine della serata, con tutte le parole che avrei da dirle, riesco solo a biascicare “grazie”. Posted by Picasa