Era una notte buia e tempestosa

si comincia per finire…e si finisce per cominciare

martedì, ottobre 10, 2006

ancora sulle streghe

..perché alla fine questa cosa mi ha colpito non poco. Voglio dire, questa cosa delle streghe. o meglio, questa cosa dell'associazione Baba Jaga. E tutto questo mentre il mio comune, che se ne infischia (non so se francamente o meno) dei giovani e della loro creatività, organizzava un pullman gratuito (quindi pagato dalla comunità) per andare a fare il tifo a una squadra clarense che partecipava, in quel di Legnano, a la bustarella, su antenna 3.


questa la lettera che ho scritto all'associazione..mi sentivo di farlo

C'era la luna alta nel cielo, in mezzo ad alcune di quelle nuvole che solo la notte sa immaginare. Una notte da streghe. e una notte per far conoscenza con una singolare strega, Baba Jaga, appunto, più una musa della creatività che una presenza inquietante. E, a danzare e gestire in questo singolare sabba notturno, altre streghe, giovani e belle (ma più che belle ragazze, ragazze belle, e non è esattamente la stessa cosa). Streghe che accolgono, sorridono, danzano e cantano e piedi nudi. Accanto  a loro uomini, amici, compagni di viaggio, che cantano, suonano. Soprattutto che si divertono e fanno divertire (proprio perché divertono). Ero lì. Ho rivisto amici, ne ho conosciuti altri. Ho incontrato storie, volti, emozioni. Mi sono sentito bene. Ero lì, per la musica, per la favola, per le persone. Ero lì, impacciato come sono e come non vorrei essere. Sorridendo, perché mi sentivo bene, accolto. A qualcuno ho detto il mio nome. a qualcuno ho parlato del mio lavoro. a qualcuno ho prestato un cavalletto per la videocamera. a tutti devo dire grazie. Per quello che avete fatto. Per quello che fate. In fondo, per quello che siete. Uomini e donne. Streghe e folletti.
Mi sono sentito a casa. Grazie

Blogged with Flock

domenica, ottobre 08, 2006

La tana della strega

C'è sempre di mezzo un paio di occhi azzurri. Magari stavolta anche più d'uno, da quelli di Fafa a quelli di Ceci. Ma comunque c'è anche quell'altro paio ( un po' demoni e meraviglie, venti e maree, due piccole onde per annegarmi), accompagnato da sorriso e lunghi capelli.in un luogo diverso. sempre giovane. sempre creativo. stavolta non c'erano saggi a indicare la luna e stolti a guardare il dito. No. Stavolta c'era una strega russa (Baba Jaga), a rappresentare la creatività. e tante altre streghe, giovani, belle interessanti, a suonare a piedi nudi, a parlare di Africa o a raccontare storie, a danzare per strada o a fermare i passanti. Accompagnate da uomini che suonano (diamine, ancora di più, che si divertono maledettamente suonando, come fosse un gioco...play/spielen/jouer). Persone conosciute, reincontrate, sfiorate, per caso o destino. Tracce intessute, seguite, confuse o riconosciute. E parlare, di sogni, di emozioni, di tutto, semplicemente. Semplicemente.

Blogged with Flock