Quelli che devono sperare nelle cavallette(pubblicato il 20-9)
Sono sei anni che sono nel mondo della scuola. Non molti in assoluto, ma abbastanza per farsi un'idea di come funzionino alcune cose. Una di queste sono gli insegnanti. Dunque, come funziona questa “cosa” degli insegnanti? Ci sono quelli che ormai, per concorsi, graduatorie, anzianità di servizio (e altre variabili, a seconda delle regole vigenti al tempo) hanno un posto di lavoro a tempo determinato. A loro tocca scegliere soltanto se vogliono lavorare nella scuola in cui sono attualmente o se vogliono andare in un'altra. Sperando che in quell'altra scuola ci siano dei posti liberi, e poi ci sono quelli che questo contratto a tempo indeterminato non ce l'hanno (per la mancanza dei motivi di cui sopra), e che quindi devono sperare di essere chiamati da qualcuno a lavorare. Sono quelli che una volta si chiamavano “supplenti”, i più fortunati ottengono un incarico annuale, venendo pagati dal primo settembre al 31 agosto. Altri, poco più sfortunati, spuntano un contratto fino al 30 giugno. Altri ancora, per lavorare qualche mese, o alcune settimane, o pochi giorni, devono sperare in una gravidanza, qualche infortunio, malattie, carestie, epidemie, inondazioni...le cavallette O accettare di andare in quei posti in cui non vuole andare nessuno. Dove intanto gli altri insegnanti, quelli che hanno il posto a tempo indeterminato,
fanno salti mortali per coprire i buchi d'orario.
Perché, in attesa dei supplenti, la scuola inizia, senza abbastanza insegnanti. Come tutti gli anni.




