undicisettembre

Non sono un gran blogger. Nel senso che non posto ogni giorno, ma solo ogni tanto. E così mi scappano alcune occasioni, come il “blog day” (che era il 31 agosto, solo perché, scrivendo anche il mese in cifre diventa 3lo8, che con fantasia può essere letto come “Blog”). Oggi però è l'11 settembre. Non voglio spalare quintalate di retorica, come buona parte della rete ha fatto oggi. Né voglio sposare le tesi complottttiste che tanto vanno di moda (anche se qualche dubbio, credo legittimo, ce l'ho), né difendere a spada tratta l'agire degli USA. Non voglio parlare di torto o ragione, non voglio parlare di “guerra santa” (anche perché un po' di Islam l'ho studiato, ed è tutta un'altra cosa), né di guerra per il petrolio. Mi risuona solo una voce forte nella testa che rimbalza con violenza contro le pareti della mia mente: “mai più”. E so che non è vero, che non sarà “mai più”, ma purtroppo “ancora”, perché “ormai” siamo entrati in una spirale di violenza da cui non possiamo più uscire. Non credo che il mondo sia più sicuro di 5 anni fa. E non è più felice. È solo terribilmente più fragile, perché l'uomo si è scoperto angosciosamente più fragile. E ha paura. E allora cerca di difendersi. Usando le idee come armi. E le armi come idee. E non ci pensa due volte. E spara. Prima avevamo paura delle armi, adesso abbiamo fatto della paura un'arma. A cui non possiamo sfuggire.
5 anni fa è iniziato tutto, e non sappiamo ancora bene come sia successo. Solo, non se ne vede la fine.
“Ai vivi si deve rispetto, ai morti solo la verità” (Voltaire).in assenza della verità, se mai la conosceremo, rispetto per i morti di New York, quelli di Kabul, quelli di Madrid, quelli di Baghdad, quelli di Londra...e poi ancora Tiro, Hanoi, Sebrenica, Bopal e tutte le altre vittime della ferocia e della stupidità umana....
100 anni fa, un altro 11 settembre. In Sudafrica, un giovane avvocato indiano, Mohandas Karamchand Gandhi, teneva la sua prima manifestazione pubblica non violenta. Nasceva così il Satyagraha ("fermezza nella verità"), il movimento pacifico di disobbedienza civile proposto da quello che sarebbe poi stato chiamato Mahatma ("la Grande anima"). Grazie agli amici de “Il dito e la luna” che me l'hanno ricordato. Se ce ne fossimo ricordati prima (beninteso, molto prima di 5 anni fa)...


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