filantropia?
01.08.06 In effetti do ragione a chi si lamenta perché posto ancora qualcosa di teologico…si tratta di una cosa che riguarda il mio recente soggiorno romano (il perché io sia stato a Roma e perché abbia seguito questo tipo di lezioni…beh,, lo sa chi mi conosce): un docente diceva che il fare del bene agli altri, l’aiutare i più poveri rischia di diventare, anche da parte della Chiesa, una semplice “filantropia massonica”, ben diversa da quelli che dovrebbero essere i tratti caratterizzanti di un cristiano. Ora, nonostante tutto sono un credente-praticante, lavoro per e con sacerdoti, ho un minimo di base teologica, mi sono anche letto un po’ di bibbia, accidenti…e rimango critico di fronte a molte posizioni della Chiesa e dei suoi esponenti (“critico da dentro”, mi faceva notare un amico ateo)...ma, sinceramente, confesso che mi fa davvero arrabbiare il fatto che chi attacchi quella che rischia di essere solo “filantropia massonica” si permette di decidere quali sono gli uomini che fanno del bene e quali no, quali sono quelli che si salveranno e quelli condannate alle fiamme dell’inferno …quando anche uno che ne capiva qualcosa, come l’apostolo Giacomo, scrive “Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa“. Ecco invece che si sta attenti, terribilmente attenti alle apparenze (la “forma” della preghiera e amenità simili) o alle questioni morali che vanno a toccare il sesto comandamento (coppie di fatto, sacerdozio agli omosessuali, ritenuti “malati”) e si soprassede su chi ha fatto gli interessi propri e dei propri amici mandando sul lastrico moltissime famiglie, sulle multinazionali che fanno girare il mondo, sulle banche che camminano a braccetto coi mercanti della guerra….e si tralascia ancora l’aiuto agli altri, quando ciò che si sa suggerire ad un!Africa flagellata dall’Aids solo l’astinenza. Nell’ottobre 2004 parlavo con un frate che ormai vive da anni in Togo e Benin…che conosce dolori e orrori di quelle terre…e mi diceva: “chi vieta l’uso del preservativo a queste persone, sapendo di esporre moltissimi bambini al rischio di nascere sieropositivi, in un contesto che non li può curare, è da considerarsi un assassino”...aiutare gli altri è solo filantropia?
No grazie! Riconoscere talento ai dozzinali?
Plasmarsi su ogni critica che appare sui giornali?
E vivere sognando “Oh, sento già il mio stile
percorrere le bozze nel Mercurio mensile”?
No, grazie! Fare calcoli? Tremare? Arrovellarsi?
Preferire una visita a un paio di versi sparsi?
Stendere delle suppliche, o farsi commendare?
No, grazie! No, grazie! No, grazie. Ma… cantare,
sognare, ridere, splendido! Da solo, in libertà,
aver l’occhio sicuro, la voce in chiarità,
mettersi, se ti va, di sghimbescio il cappello
per un sì, per un no, fare un’ode o… fare un duello.
Fantasticare a caccia non di gloria o di fortuna
su un certo viaggio a cui si pensa… sulla luna…
Se poi viene il trionfo, ebbene, fatti suoi,
ma mai, mai diventare un “come ti mi vuoi”.
E se pur quercia o tiglio davvero non si è,
se vuoi proprio non alto, ma… farcela da sé. – Di orgoglio e di ironia tu te ne fai un proclama,
ma almeno sottovoce dimmelo che non t’ama… – Taci!
(Edmond Rostand, “Cyrano de Bergerac”,atto II scena VIII)


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